Fuori dalle cerchie (più o meno patinate)
- Anna Francesconi
- 13 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 28 gen

A volte non ti escludono: ti stanno solo liberando.”
Te lo racconto con una storia personale che non ho mai condiviso fino in fondo.
Molti anni fa, durante un percorso di crescita personale all’estero, mi sono ritrovata in mezzo a un gruppo “spiritualanimicolisticocoaching” di italiani molto affiatato.
Affiatato… tra loro.
Io?
Completamente ignorata.
Neanche un caffè insieme.
Neanche una conversazione.
Zero.
All’epoca ci rimasi male.
Sebbene avessi trovato i miei compagni ideali: una coach tedesca e una coppia olandese (anime libere, guarda caso).
La verità è che:
Le cerchie che non ti accolgono non ti stanno respingendo.
Ti stanno liberando.
Da cosa?
. il bisogno di essere approvata da chi non vibra come te
. il desiderio infantile di sentirti “inclusa” in gruppi che non ti rappresentavano
. la tentazione di adattarti per piacere
. il ruolo di “allieva modello”
. il teatro spirituale dei percorsi devozionali.
Pensavo fosse un problema mio. Che non fossi “sufficientemente” qualcosa, almeno in quel momento.
La ferita dell’esclusione brucia sempre un po’.
Poi, con il tempo, ho capito la verità: Non appartenevo a quel cerchio. E per fortuna.
Perché certe cerchie non includono: assimilano. Vogliono che tu ti adegui, che ti uniformi, che diventi come loro.
Il problema? Io non ci sono mai riuscita e quell’esclusione è stata uno spartiacque: mi ha liberata dal bisogno di approvazione e mi ha portata a costruire la mia via, non a seguire la loro.
E anche da quella “non appartenenza” sono nati:
la mia visione identitaria
i miei modelli originali
la W.E.N.D.Y. Series™
la professionalità che porto nei miei percorsi.
Una libertà che nessun gruppo potrà più togliermi.
E ho capito una cosa che insegno ogni giorno: Un gruppo che non ti accoglie sta solo proteggendo la tua identità.
La TUA, non la loro. Perché dove c’è bisogno di somigliare, compiacere, di recitare che sia business, spiritualità, coaching, crescita personale o… scegli t… lì non c’è evoluzione.
C’è solo appartenenza condizionata, la verità è che molte persone non ti escludono: non sanno cosa farsene di qualcuno che non ha bisogno di loro per definirsi.
E tu meriti esattamente questo: luoghi, relazioni e percorsi che non ti chiedano di diventare qualcun altro per essere accettato.
Se hai vissuto qualcosa di simile, ricordalo: Non ti hanno rifiutato. Ti hanno spinto (assolutamente senza volerlo) nella direzione giusta.
E oggi, guardandomi indietro, posso dirlo senza esitazione:
Sì, ero lì.
Ma appartenevo già all’altro lato della Luna.
E da quella parte ho costruito tutto ciò che sono oggi.






