HBR, Performance & Identity
- Anna Francesconi
- 6 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min

(Boardroom Edition – by Anna Francesconi)
Nelle organizzazioni di oggi, molti leader sentono che qualcosa non torna: si impegnano, applicano modelli, adottano nuovi linguaggi... ma una parte del loro comportamento resta opaca, difficile da spiegare persino a sé stessi.
È quella sensazione sottile — a volte lieve, a volte impossibile da ignorare — che ti dice: “Sto funzionando, sì, ma non davvero come me stesso.”
È qui che entra in gioco la nuova frontiera della leadership.
Negli ultimi anni il pensiero manageriale ha fatto un passo avanti: la leadership non è più solo execution, ma anche mindset ed emozioni. Harvard Business Review lo ribadisce: reframing delle credenze, ascolto emotivo, linguaggio interiore più accurato.
Un progresso necessario, certo, ma non ancora sufficiente.
Perché mindset ed emozioni emergono da una struttura più profonda, spesso invisibile ai modelli tradizionali.
Questa struttura si chiama Identità Operativa.
The Identity Operating System™
Ogni leader agisce da un livello più profondo di quanto creda.
Non dal ruolo, né dalle competenze: ma da un sistema identitario che guida — silenziosamente — ogni scelta.
È fatto di:
* narrative apprese
* permessi psicologici
* ruoli interiorizzati
* confini identitari
* zone di valore personale
Non sono tratti di personalità.
Sono il sistema operativo da cui emergono decisioni, relazioni, reazioni, performance.
Finché resta invisibile, ogni reframe cognitivo è manutenzione, non trasformazione.
Mindset ed emozioni sono output, non input
Troppi modelli presuppongono che il leader sappia già “chi sta agendo” mentre decide.
La realtà racconta altro:
* molti agiscono da identità ereditate
* altri da identità adattive
* pochissimi da identità scelte
È qui che nasce il vero punto cieco: stai agendo... ma non stai agendo da te.
E finché non lo riconosci, nessun framework può accelerarti davvero.
Quando la leadership diventa identitaria
Quando un leader è allineato al proprio IOS™, tutto cambia:
* decide più rapidamente
* tratta le emozioni come dati
* non compensa con controllo o perfezionismo
* produce performance non tossiche
* modella il ruolo secondo ciò che è
La leadership torna potenza stabile, non reattività.
La domanda chiave non è:
“Quale credenza devo cambiare?”
Ma:
“Chi sta parlando in me quando credo questo?”
Da lì nasce la trasformazione.
Identity First™
Tutto il resto è rumore.
Se senti uno scarto sottile tra il ruolo che ricopri e il modo in cui ti senti mentre lo ricopri, forse è il momento di osservare quel segnale con più chiarezza.
La leadership più potente inizia quando smetti di funzionare “per come devi” e inizi a funzionare “da chi sei”.






